sabato 28 febbraio 2009

Cose piccinn-e

Semmo cose piccinn-e
arrigolae in sci-a battiggia
da-o ma ch'o n'assegoggia
e, adaxo adaxo, o ne consumma.

Comme tante fucciàre
aggrappae 'n tu pattumme
ne rebella-a resacca
sciu e zu a piggia o scotizzo
sotta-a secchea do so.

Poi, vegne 'na spassoia
e tutti a n'arracheugge,
anche quelli ciu fucchi
che se demoavan sempre
a mettine a-o landon.

Alloa femm'o o stramuo:
seremmo i euggi e, a-o scuo,
andemmo a giandonna dov'eimo ancon
o giorno primma da nascion.

(Gigi Boero)

***
trad.
Cose piccole.
Siamo cose piccole rotolate sulla battigia dal mare che ci assottiglia e, adagio adagio, ci consuma. Come tante inezie raggrinzite nel pattume ci trascina la risacca su e giù a prendere la scottatura sotto l'arsura del sole. Poi, viene una scopa e tutti ci raccoglie, anche quelli più furbi che si divertivano sempre a metterci alla berlina. Allora facciamo il trasloco chiudiamo gli occhi e, al buio, andiamo a gironzolare dove eravamo ancora il giorno prima di nascere.

1 commento:

Masaghepensu ha detto...

Cara Camilla,
devo dire che ho dovuto leggere attentamente. Come Tu sai non sono genovese anche se amo moltissimo Genova. Purtroppo il mio dialetto differisce da quello genovese, tante volte non capisco ciò che si vuole dire ma, alla fine, in un secondo tempo tutto diventa chiaro. Sono solo sfumature che, a volte, complicano tutto. Quello che Tu hai messo per scritto è giunto molto gradito. Si riesce, almeno per me, a tornare indietro nel tempo, a quando si era ragazzi. È passato tanto tempo ma i ricordi restano. Ciao Camilla cara, un abbraccione da..........
Masa(e)ghepensu