venerdì 8 maggio 2009

E così bisogna pensare ad altro...

La fanfara degli "eventi politici" italiani.
Non faccio a tempo a concentrarmi su un post (qui) su una nota (facebook) che l'angelo-dragone televisivo interrompe le mie riflessioni alle quali tengo molto.
E così bisogna pensare ad altro.
Come sempre mi si dirà di spegnere il televisore ma non è questa la soluzione, un po' come dire elimina il telefono perché c'è un maniaco che ti molesta di notte: non è così.
E poi è dura, sovraesposti come siamo, scegliere le cosiddette notizie.
A volte a decidere è la disposizione dell'animo.
Dunque si discute di veline.
l'argomento sarebbe soporifero più del valium se non fosse che, per mille rivoli, ci riporta comunque a considerazioni serie - per chi le vuole fare - sul costume nazionale, più marcio di un wurstel dimenticato dietro il frigo e tanto puzzolente a causa della sua assurda, prolungata invisibilità.
Da molti anni la televisione ha indotto modelli di vita deteriori che tutti condanniamo a parole - mai sentito genitori lodare veline, grandi fratelli e talpe - ma si da il caso che i famigerati book delle minorenni siano ormai talmente tanti da far concorrenza al numero di vagoni in partenza per Lourdes.
Un fenomeno inarrestabile non tanto per la colpevole offerta quanto per la oceanica richiesta. Smettiamola di credere che la verginelle e ancor peggio i loro genitori siano vittime della trappola mediatica.
La realtà è che un'orda di genitori ha cambiato la scaletta dei propri valori e investe nella propria figliola come su di una bella vacca frisona (gran razza da latte).
Le minorenni per quanto scaltre, edotte sul successo, la vita e il sesso, procedono gioiosamente telecomandate dalle loro madri-matrone, vere ideologhe del successo ad ogni costo e di spregiudicatezza sventolata quasi come valore emancipatorio !
Ci sono due possibilità: mia figlia è piuttosto bella / mia figlia non è bella.
Di quest'ultimo caso non importa proprio a nessuno perciò la poveretta si destreggerà a fatica facendo leva sull'intelligenza e annaspando in mezzo all'oceano dei raccomandati.
Nel primo caso, obiettivamente Mefistofele ha buon gioco:
gli basta scuotere anche poco il fragile alberello della tua triste coscienza di genitore frustrato e alla frutta per convincerti che è cosa buona e giusta scaraventare tua figlia nel tritacarne di un casting e poi della competizione più sfrenata.
Academy, come X factor, sono trasmissioni piacevoli e quasi innocenti in confronto alle coscenze malate di "pseudo genitori".
So che è difficile arretrare davanti alle lusinghe di Mefisto. Se cedo alla nera vaselina che mi porge sono colpevole poichè ho fallito nell'indicare alla mia figliola la via più difficile, più autentica e reale.
Posso invece assolvermi se è Mefisto stesso a suonare il campanello... a venirla a cercare... con mazzi di rose e preziosi doni?
A voi che leggete lancio il boccone avvelenato...

(SEGUE)

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