lunedì 26 luglio 2010

chi è il padrone del tempo delle donne?

E' importante che si sappia che le donne della pubblica amministrazione , in linea con il principio delle pari opportunità, avevano già la possibilità di scegliere se andare in pensione alla stessa età dei colleghi maschi.

Una pervicace informazione univoca ha dunque contrabbandato come privilegio una punizione !
Non si vede infatti alcuna discriminazione di genere se, con l'altra normativa, una donna poteva scegliere di prolungare l'età pensionabile, continuando a lavorare soprattutto (come spesso accade) se ne aveva bisogno!

Intanto questo pezzo di manovra che ci viene ipocritamente venduto come "equiparazione di diritti" è solo una parità di ulteriori doveri: è doveroso quindi chiamare le cose col loro nome...

Da tempo non c'è modo di contro-informare gli italiani sul fatto che le donne del pubblico in Europa percepiscono stipendi ben più alti di quelli delle italiane e qualsiasi sistema di welfare dei "cugini" del vecchio continente è molto più efficiente di quello italiano.

Le donne del pubblico (come tutte le donne italiane), nella cura degli anziani, dei bambini e dei disabili non hanno alcun sostegno dallo stato.
Mentre le donne con alto reddito possono appoggiarsi a servizi a pagamento (asili privati, badanti...), le donne che percepiscono uno stipendio (ora anche congelato) intorno ai 1200 -1300 euro, non hanno affatto vita facile.

La vulgata (il solito passaparola del tipo "sono finite le mezze stagioni") vuole che le donne del pubblico godano di infiniti privilegi e siano delle sfaticate nella loro totalità, questo tipo di calunnia collettiva è divenuta ormai insopportabile poiché già coi governi di sinistra molti "benefici" sono spariti e molti pocofacenti stanno beatamente in pensione, loro.

In fondo il trattamento "privilgiato" delle statali non era altro che una sorta di "buon welfare" e qui sento già ululare le prefiche... invocare la crisi, questa crisi che (come sanno ormai anche i semafori) non sfiora le rendite, i redditi alti, l'evasione fiscale.
Sempre nell'ottica di uno stato sociale come si deve (in questo Brutto Evo "stato sociale" è diventato una parolaccia) le donne che nel pubblico potevano fermarsi più tempo a casa coi bambini che male facevano se svolgevano, lo ribadisco, una funzione premiata nei paesi del NORD (stella polare del popolo leghista!) dove le donne non vengono PUNITE se fanno figli ma, premiate come in Francia, per l'aumentata natalità?

Sono sicura che in Italia, non solo a livello inconscio, dia molto fastidio che le donne possano vivere come le donne del nord Europa, più libere di avere una vita propria e non solo di mantenere carichi familiari di ogni genere per l'eternità.
Penso ci sia una sorta di rivalsa, di moralismo maschilista per cui le donne (dei ceti medio bassi naturalmente!) dovrebbero espiare il tentativo di emancipazione femminile degli anni 70, tornare a cuccia e non pretendere chissà che...
Mi sento di affermare con forza che è proprio la Funzione Pubblica il luogo dove le donne italiane dei ceti medio bassi hanno sperimentato una vera emancipazione e forse è questo il vero motivo di tanta furia punitiva maschile.

Credo altrettanto fermamente che se si facesse davvero la lotta all'evasione fiscale (e invece hanno sapientemente depotenziato le agenzie fiscali !) i moderni diritti dei quali godevano le statali potrebbero sicuramente essere estesi alle donne del privato.

Da troppo tempo i poteri economico-politici (sempre più spesso con la complicità di sindacati amici) fomentano una guerra fra "povere" donne, quelle del privato contro quelle del pubblico e la fanno franca puntando sulla miopia e l'ignoranza di tante, troppe disperate.

A chi obietta che vi sono stati comportamenti scandalosi nella Pubblica Amministrazione rispondo che era compito delle varie dirigenze vigilare che gli abusi non si verificassero!

Non è possibile continuare ad inseguire il licenziamento come unico modo di mantenere l'ordine... parola magica evocata da sempre come medicina universale...in realtà (e parlo per esperienza) un capo autorevole non ha bisogno di terrorizzare o ricattare i dipendenti!
Vi sono uffici che funzionano benissimo perchè i dirigenti sono persone autorevoli e come si diceva un tempo, di "specchiata onestà".
Se un dirigente però...non ha interesse a controllare i dipendenti, sarà difficle ottenere una sorta di autogoverno dei subalterni, la natura umana è sempre la stessa, anche nel privato.

Ora bisogna cercare di ragionare in modo più serio: la famigerata Europa ci vorrebbe mettere in riga su molte cose, o almeno ci prova, ma...a proposito del vecchio continente, con quale rigore sono state seguite le direttive europee riguardo l'emittente di rete 4 ? con quale rigore europeista si affronta la questione delle quote latte?
E la stessa domanda si può porre per molte altre problematiche.

Evidentemente l'Europa spaventa a intermittenza...
il potere deterrente "Europa" non esiste affatto e tutto avviene a discrezione del governo che scieglie quali regole fanno più comodo brandendole come clave sui ceti deboli, per ristabilire le classi, i ruoli e il sempiterno "sistema".