lunedì 10 dicembre 2012

Emma Bonino e le "sue"...opportunità

intervistata a Oslo per la consegna del premio Nobel viene sollecitata ad esprimersi sulla condizione delle donne ove si sottintendeva forse (me lo auguro) la dose di stress aggiunto alle donne nel campo del lavoro, l'allungamento dell'età pensionabile coniugata a carichi familiari sempre più pesanti e l'abbattimento di qualsiasi sostegno sociale alle donne, appunto.
Cosa risponde la solerte, puntigliosa ancella di Pannella?
Risponde che a codesta premiazione si vedono solo uomini...solo cravatte! nessuna donna ai vertici europei... questo è ciò che pensa Bonino. E' questa la prima cosa che le viene in mente: il potere. E quando si parla di potere con la P maiuscola le donne hanno già perso perchè introiettano il senso del potere del tutto maschile.
Del resto Bonino è sempre apparsa la sorella nubile e devota del guru Pannella assolutamente lontana dal mondo femminile.
All'osservazione poi che molti politici in Europa hanno reagito male al ritorno in campo di Berlusconi la "coerente" Bonino afferma stizzita che non le piace si parli male dei politici di altri stati. Opplà silvio style.
E non prende le distanze da Berlusconi, nemmeno per un attimo! Questa donna è un cattivo esempio di "donna al potere" e di un potere femminile di così basso livello si farebbe volentieri a meno.

lunedì 6 agosto 2012

cari colleghi tedeschi... Deutchland uber alles

Cari colleghi tedeschi.
colleghi europei, colleghi di crisi...

Tutti noi siamo vittime delle politiche elettorali dei nostri potenti
E' un gioco pericoloso quello che stanno facendo, ormai ciechi e sordi al reale, alla nostra(insignificante per loro) realtà
Hanno resuscitato e fomentato, a scopo elettorale, luoghi comuni ormai stantii.

Così continuano a dividere i popoli al loro interno con progetti socialmente divisivi, fomentando la competitività a livelli parossistici e si è visto dove il mito della "competitività" ci sta portando. Allo sfascio dell'economia reale, alle nostre vite di corsa sempre più logoranti...

Si sono inventati i "paesi cicala" versus "paesi formica" per vellicare antichi e sepolti rancori.

In Italia nel dopo guerra se un turista tedesco chiedeva informazioni lo mandavano dalla parte opposta per dispetto, in memoria della seconda guerra mondiale.
Ci sono voluti anni per accettare la realtà: i tedeschi sono un grande popolo e non li si doveva più odiare, basta.

I meridionali d'Italia in Germania hanno sofferto emarginazione per molto tempo ma poi sono stati accolti e, insomma, si stava discretamente bene in Europa, allora sì.
Una sorta di pax europea mai vista prima. C'erano persino i "Jeux sans frontiere" ed eravamo rilassati, la guerra fredda d' Europa era finita.

Con la bella trovata di unità europea basata sul denaro qualcosa si è rotto.
Secondo il Buddismo di tradizione giapponese il denaro divide le persone, può essere tutto ma non un collante, non può mai essere qualcosa che unisce.
Dunque, l'Europa ( quella dopo i Jieux sans frontieres...) è lentamente entrata in guerra in virtù di una falsa unione fondata sul denaro!

Pensiamo alle famiglie: lo zio ricco e i suoi nipoti...le loro mogli e tutto il resto, vi ricorda qualcosa? forse una famiglia unita??
Era inevitabile che i nostri popoli finalmente pacificati entrassero in competizione e questo va bene finchè c'è da mangiare per tutti! ma adesso?
Lo zio ricco se ne vuole andare con la badante, la cognata Stella non lo invita più a Natale e... se potesse, nel piatto del caro zio ci metterebbe il cianuro.

Gli unici che possono salvarsi dalla politica scellerata e altamente tossica di alcuni politici siamo noi, non abbocchiamo all'amo che ci porgono, non siamo bambini stupidi!

A qualcuno nel mondo della speculazione fa molto comodo che i tedeschi disprezzino gli italiani, se salta l'Europa...qualcuno di sicuro ci guadagna.
A noi invece, formiche e cicale resterebbero solo l'odio e le macerie.

martedì 24 luglio 2012

c'è qualcosa di comico in questa tragedia anzi d'antico...



C'è qualcosa di comico in questa tragedia.
Il barattolo te lo puoi rigirare fra le mani quanto vuoi ma non si apre.

Le ragioni dello spread a senso unico in Italia sono imperscrutabili benchè i Bocconiani diano interpretazioni sempre molto dotte ma sempre molto diverse.

Si dice che il paese viene "percepito" fragile quando ha un governaccio di cui vergognarsi... un governicchio rachitico o ancor peggio se non ha governo!
E allora torna alla mente il Belgio che ha veleggiato per un anno intero in assenza di governo! e tutto ciò è passato sotto silenzio.
Si è detto che l'attacco speculativo colpisce paesi col debito alto.. ma torna alla mente il Giappone e il ri Belgio.
E' stato poi ripetutto fino alle convulsioni (le mie) che tutto dipende dalla perniciosa e "pletorica" pubblica amministrazione (la solita ambulanza sulla quale si gode molto a sparare) ma... allora viene alla mente la terapia greca che non ha proprio funzionato.
Là gli statali li hanno licenziati tutti, ci dev'essere una taglia per chi riesce a trovarne uno e chi lo trova riceve un premio in orzo e birra.
Mi ha detto un distinto conoscente greco che là gli statali viaggiavano con stipendi di duemilacinquecento euro a cranio, mentre il fantozziano travettino italiano ne percepisce, fra i mille e i millecinquecento.
La riforma delle pensioni delle donne del pubblico è passata nell'ovattato silenzio del regime delle Orgettine, solo di quelle si doveva parlare. Torniamo allo spread.
Il ruolo delle agenzie di rating è evidente a un bambino, ti giuro che se glielo spieghi lo capisce.
Le agenzie di rating sono private e privato è bello e coltello. Che strano sarebbe se code3ste agenzie ubbidissero a lobbies varie, anche le più strvaganti, anche ad alcuni soggetti mafiosi che i soldi non sanno più dove infilarseli. Speculare contro i cialtroni italiani dev'essere molto divertente tanto più che gli italiani, provinciali come sono, si flagelleranno assai e per giunta inutilmente rendendo così il gioco irresistibike.
E poi la storia che il mercato ti ascolta... beh, questa è la cosa più stupefacente di tutte.
Sembra sia sufficiente un ruttino a Bruxelles o delle corna a Berlino per fare uno sconquasso
Allora se si spargesse la voce che Monti pesta i piedi per riavere Nizza e propone un accorpamento del nord ovest alla Costa Azzurra (progetto che davvero è esistito e di cui non si sa più nulla) o che.. Formigoni è l'amante di Iva Zanicchi.. cosa accadrebbe ? e se si spargesse la voce che gli italiani saboteranno i prodotti tedeschi? Ecco, il ritorno di Jeux sans frontieres!

lunedì 9 luglio 2012

CARA EUROPA TI SCRIVO

Intorno al '78 io ero già europea, ma questa cosa era solo dentro di me.
Primo amore, la dolce Francia. I prati erano prati, le foreste erano foreste... un innato amore per la natura che nel mio "triangolo industriale" neppure avrei potuto immaginare.
Ricordo con autentico amore Cote d'Or, Franche Comte, Nievre, Morvan, Dijonnaise, Alsace, Cote d'Azur, Camargue... Aix en Provence, Paris...
La cura dell'ambiente e dei beni culturali di quella gente era incredibilmente superiore alle brutte cose che facevano i miei connazionali.
Poi un amore tedesco: il corso di tedesco al Goethe Institut dove mi sarei innamorata di quella lingua così simile al latino. Mi piacevano anche le loro lunghe parole fatte a convoglio... un vagone dopo l'altro e in ordine inverso!
Poi... un ragazzo tedesco bello e gentile col quale scivolavo sulle piste del Livrio. Bel ricordo cosmopolita.
Più tardi Spagna e Portogallo in un sol viaggio. Come erano agili le metropolitane.. credevo di avere le ali, oppure ero in stato di grazia.
Non posso dilungarmi ancora ma posso riassumere in una parola: Lisboa
Avrei ripercorso le sue "rua" al passo di Tabucchi, in Sostiene Pereira
Dopo questa feroce sintesi dei viaggi più belli della mia vita devo ammettere che quel senso di tradimento e di rivalsa che oggi ci piglia tutti si è impadronito di me, facendo a brandelli anche i miei ricordi.
Chi si è arrogato il diritto di aprire questa brutta fessura nella mia memoria, nei miei sogni di ragazza del nord d'Italia e... del sud Europa?
Da quella fessura si vede il lato oscuro del rancore e dell'invidia. Collettivi. E così si va alla guerra, lentamente... carri armati? fucili? non ce n'è bisogno.
Per fortuna questa guerra si esprime ad un altro livello, psicologico finanziario.
Degenerazione dell'aristocrazia politica mondiale. Distorsione a rotta di collo e di collisione del profitto versus peones..
chi sono i morti obietterà qualche ingenuo. Sono morti sociali, quelle di chi è rimasto indietro perchè debole, sensibile, sognatore... sentimentale! stupidamente sentimentale.
E poi coi numeri non si scherza, questa sfida bisogna vincerla. "Ma quanto ci mettono a cambiare mentalità questi cialtroni con la fissa del posto fisso?"
La fissa del posto fisso nasce da lontano, da quando trovare un lavoro (quasi come ora!) era un avvenimento epico e, 'sto lavoro, dovevi tenerlo stretto, non siamo mica l'america si diceva! Là ti licenzi e il giorno dopo già lavori. Si diceva...
Che voglia di sabotare la "Golf" (la desideravo da tempo), che voglia di sabotare la Bosh. Basta frighi e spirapuver stranieri E sono stanca di ragionare sulla logica perversa dei MERCATI. E' molto più seria la mia portinaia e spero non si offenda... si dice così per dire. Se davvero devi stare attento a come parli, se no i mercati si turbano, per me non vuol dire che c'è la censura... vuol dire che questi cazzo di mercati non sono una cosa seria. Ci faranno tornare al baratto.

sabato 7 luglio 2012

indovinello: chi l'ha scritto? quando?

(.....) un libro redatto da scienziati e altri esperti e pubblicato (.....) ha prodotto in tutto il mondo grandissima sensazione. La sua rigorosa valutazione del futuro che attende l'uomo per quanto attiene alle risorse, all'energia, alle fonti di sostentamento e alla crescita demografica ha costretto l'uomo in ogni parte del mondo a modificare il proprio atteggiamento nei riguardi dello sviluppo tecnico-scientifico e industriale. Non mancano tuttavia gli ottimisti tuttora disposti a credere che la scienza e la tecnologia saranno in grado di risolvere ogni problema. E' anzi lecito affermare, in proposito, come la maggioranza di quanti siano direttamente coinvolti nella politica, nell'economia, nella tecnologia contemporanee siano convinti assertori di questo punto di vista. Mentre lottano per ridurre l'incidenza numerica dei disoccupati, per rimpinguare gli arsenali, per promuovere gli investimenti industriali nei loro rispettivi paesi, gli uomini politici continuano a fare balenare al popolo l'allettante miraggio di una società più florida e danarosa. Gli economisti non desistono dal tentativo di incrementare la crescita economica, con ogni probabilità in quanto sussiste un legame tra la promozione e lo sviluppo degli affari e l'appoggio delle loro collocazioni sociali. Per parte loro i tecnocrati seguono una linea d'azione affatto simile. Diciamo le cose in chiari termini e senza peli sulla lingua: i signori appartenenti alle suddette tre categorie consumano e distruggono le risorse naturali, la bellezza dell'ambiente e le condizioni imprescindibili perchè l'intera comunità umana conduca un'esistenza piena e appagante - condizioni che dovrebbero rappresentare l'eredità da noi lasciata ai poteri - perchè tale condotta agevola la conservazione e il consolidamento delle loro posizioni. Chi rende omaggio al facile ottimismo ed esorta gli altri a fare altrettanto si rende colpevole nei confronti delle generazioni future e in questo senso appare imperdonabile. Quanti simpatizzano con la posizione dei politici, degli economisti, dei tecnocrati, respingono e condannano i dati indicativi dela crisi in atto e della sua gravità, sostenendo che gli stessi fiaccherebbero la volontà dei popoli di crescere e svilupparsi. In Giappone questo atteggiamento ha indotto il Ministero della Pubblica Istuzione a dissuadere gli editori scolastici dal pubblicare nei libri di testo per le scuole elementari e secondarie qualsiasi immagine raffigurante le vittime delle esplosioni atomiche, giudicata orribile e intollerabile, e a rettificare gli articoli che deninciavano l'inquinamento ambientale prodotto dalle industrie. L'errore in cui è incorso il Ministero in questione è stato quello di porre il carro davanti ai buoi. Al contrario, avrebbe dovuto insistere sulla necessità di prevenire la produzione e la scorta nucleare,nonchè il ricorso alle armi nucleari, responsabili degli errori di cui deplora l'esemlpificazione illustrata dei testi. Quanti assumono una linea ottimistica in rapporto alle strutture industriali inquinanti e al consumo sconsiderato delle risorse naturali della terra si rendono colpevoli di anloghe follie.