sabato 7 luglio 2012

indovinello: chi l'ha scritto? quando?

(.....) un libro redatto da scienziati e altri esperti e pubblicato (.....) ha prodotto in tutto il mondo grandissima sensazione. La sua rigorosa valutazione del futuro che attende l'uomo per quanto attiene alle risorse, all'energia, alle fonti di sostentamento e alla crescita demografica ha costretto l'uomo in ogni parte del mondo a modificare il proprio atteggiamento nei riguardi dello sviluppo tecnico-scientifico e industriale. Non mancano tuttavia gli ottimisti tuttora disposti a credere che la scienza e la tecnologia saranno in grado di risolvere ogni problema. E' anzi lecito affermare, in proposito, come la maggioranza di quanti siano direttamente coinvolti nella politica, nell'economia, nella tecnologia contemporanee siano convinti assertori di questo punto di vista. Mentre lottano per ridurre l'incidenza numerica dei disoccupati, per rimpinguare gli arsenali, per promuovere gli investimenti industriali nei loro rispettivi paesi, gli uomini politici continuano a fare balenare al popolo l'allettante miraggio di una società più florida e danarosa. Gli economisti non desistono dal tentativo di incrementare la crescita economica, con ogni probabilità in quanto sussiste un legame tra la promozione e lo sviluppo degli affari e l'appoggio delle loro collocazioni sociali. Per parte loro i tecnocrati seguono una linea d'azione affatto simile. Diciamo le cose in chiari termini e senza peli sulla lingua: i signori appartenenti alle suddette tre categorie consumano e distruggono le risorse naturali, la bellezza dell'ambiente e le condizioni imprescindibili perchè l'intera comunità umana conduca un'esistenza piena e appagante - condizioni che dovrebbero rappresentare l'eredità da noi lasciata ai poteri - perchè tale condotta agevola la conservazione e il consolidamento delle loro posizioni. Chi rende omaggio al facile ottimismo ed esorta gli altri a fare altrettanto si rende colpevole nei confronti delle generazioni future e in questo senso appare imperdonabile. Quanti simpatizzano con la posizione dei politici, degli economisti, dei tecnocrati, respingono e condannano i dati indicativi dela crisi in atto e della sua gravità, sostenendo che gli stessi fiaccherebbero la volontà dei popoli di crescere e svilupparsi. In Giappone questo atteggiamento ha indotto il Ministero della Pubblica Istuzione a dissuadere gli editori scolastici dal pubblicare nei libri di testo per le scuole elementari e secondarie qualsiasi immagine raffigurante le vittime delle esplosioni atomiche, giudicata orribile e intollerabile, e a rettificare gli articoli che deninciavano l'inquinamento ambientale prodotto dalle industrie. L'errore in cui è incorso il Ministero in questione è stato quello di porre il carro davanti ai buoi. Al contrario, avrebbe dovuto insistere sulla necessità di prevenire la produzione e la scorta nucleare,nonchè il ricorso alle armi nucleari, responsabili degli errori di cui deplora l'esemlpificazione illustrata dei testi. Quanti assumono una linea ottimistica in rapporto alle strutture industriali inquinanti e al consumo sconsiderato delle risorse naturali della terra si rendono colpevoli di anloghe follie.

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