martedì 24 luglio 2012

c'è qualcosa di comico in questa tragedia anzi d'antico...



C'è qualcosa di comico in questa tragedia.
Il barattolo te lo puoi rigirare fra le mani quanto vuoi ma non si apre.

Le ragioni dello spread a senso unico in Italia sono imperscrutabili benchè i Bocconiani diano interpretazioni sempre molto dotte ma sempre molto diverse.

Si dice che il paese viene "percepito" fragile quando ha un governaccio di cui vergognarsi... un governicchio rachitico o ancor peggio se non ha governo!
E allora torna alla mente il Belgio che ha veleggiato per un anno intero in assenza di governo! e tutto ciò è passato sotto silenzio.
Si è detto che l'attacco speculativo colpisce paesi col debito alto.. ma torna alla mente il Giappone e il ri Belgio.
E' stato poi ripetutto fino alle convulsioni (le mie) che tutto dipende dalla perniciosa e "pletorica" pubblica amministrazione (la solita ambulanza sulla quale si gode molto a sparare) ma... allora viene alla mente la terapia greca che non ha proprio funzionato.
Là gli statali li hanno licenziati tutti, ci dev'essere una taglia per chi riesce a trovarne uno e chi lo trova riceve un premio in orzo e birra.
Mi ha detto un distinto conoscente greco che là gli statali viaggiavano con stipendi di duemilacinquecento euro a cranio, mentre il fantozziano travettino italiano ne percepisce, fra i mille e i millecinquecento.
La riforma delle pensioni delle donne del pubblico è passata nell'ovattato silenzio del regime delle Orgettine, solo di quelle si doveva parlare. Torniamo allo spread.
Il ruolo delle agenzie di rating è evidente a un bambino, ti giuro che se glielo spieghi lo capisce.
Le agenzie di rating sono private e privato è bello e coltello. Che strano sarebbe se code3ste agenzie ubbidissero a lobbies varie, anche le più strvaganti, anche ad alcuni soggetti mafiosi che i soldi non sanno più dove infilarseli. Speculare contro i cialtroni italiani dev'essere molto divertente tanto più che gli italiani, provinciali come sono, si flagelleranno assai e per giunta inutilmente rendendo così il gioco irresistibike.
E poi la storia che il mercato ti ascolta... beh, questa è la cosa più stupefacente di tutte.
Sembra sia sufficiente un ruttino a Bruxelles o delle corna a Berlino per fare uno sconquasso
Allora se si spargesse la voce che Monti pesta i piedi per riavere Nizza e propone un accorpamento del nord ovest alla Costa Azzurra (progetto che davvero è esistito e di cui non si sa più nulla) o che.. Formigoni è l'amante di Iva Zanicchi.. cosa accadrebbe ? e se si spargesse la voce che gli italiani saboteranno i prodotti tedeschi? Ecco, il ritorno di Jeux sans frontieres!

lunedì 9 luglio 2012

CARA EUROPA TI SCRIVO

Intorno al '78 io ero già europea, ma questa cosa era solo dentro di me.
Primo amore, la dolce Francia. I prati erano prati, le foreste erano foreste... un innato amore per la natura che nel mio "triangolo industriale" neppure avrei potuto immaginare.
Ricordo con autentico amore Cote d'Or, Franche Comte, Nievre, Morvan, Dijonnaise, Alsace, Cote d'Azur, Camargue... Aix en Provence, Paris...
La cura dell'ambiente e dei beni culturali di quella gente era incredibilmente superiore alle brutte cose che facevano i miei connazionali.
Poi un amore tedesco: il corso di tedesco al Goethe Institut dove mi sarei innamorata di quella lingua così simile al latino. Mi piacevano anche le loro lunghe parole fatte a convoglio... un vagone dopo l'altro e in ordine inverso!
Poi... un ragazzo tedesco bello e gentile col quale scivolavo sulle piste del Livrio. Bel ricordo cosmopolita.
Più tardi Spagna e Portogallo in un sol viaggio. Come erano agili le metropolitane.. credevo di avere le ali, oppure ero in stato di grazia.
Non posso dilungarmi ancora ma posso riassumere in una parola: Lisboa
Avrei ripercorso le sue "rua" al passo di Tabucchi, in Sostiene Pereira
Dopo questa feroce sintesi dei viaggi più belli della mia vita devo ammettere che quel senso di tradimento e di rivalsa che oggi ci piglia tutti si è impadronito di me, facendo a brandelli anche i miei ricordi.
Chi si è arrogato il diritto di aprire questa brutta fessura nella mia memoria, nei miei sogni di ragazza del nord d'Italia e... del sud Europa?
Da quella fessura si vede il lato oscuro del rancore e dell'invidia. Collettivi. E così si va alla guerra, lentamente... carri armati? fucili? non ce n'è bisogno.
Per fortuna questa guerra si esprime ad un altro livello, psicologico finanziario.
Degenerazione dell'aristocrazia politica mondiale. Distorsione a rotta di collo e di collisione del profitto versus peones..
chi sono i morti obietterà qualche ingenuo. Sono morti sociali, quelle di chi è rimasto indietro perchè debole, sensibile, sognatore... sentimentale! stupidamente sentimentale.
E poi coi numeri non si scherza, questa sfida bisogna vincerla. "Ma quanto ci mettono a cambiare mentalità questi cialtroni con la fissa del posto fisso?"
La fissa del posto fisso nasce da lontano, da quando trovare un lavoro (quasi come ora!) era un avvenimento epico e, 'sto lavoro, dovevi tenerlo stretto, non siamo mica l'america si diceva! Là ti licenzi e il giorno dopo già lavori. Si diceva...
Che voglia di sabotare la "Golf" (la desideravo da tempo), che voglia di sabotare la Bosh. Basta frighi e spirapuver stranieri E sono stanca di ragionare sulla logica perversa dei MERCATI. E' molto più seria la mia portinaia e spero non si offenda... si dice così per dire. Se davvero devi stare attento a come parli, se no i mercati si turbano, per me non vuol dire che c'è la censura... vuol dire che questi cazzo di mercati non sono una cosa seria. Ci faranno tornare al baratto.

sabato 7 luglio 2012

indovinello: chi l'ha scritto? quando?

(.....) un libro redatto da scienziati e altri esperti e pubblicato (.....) ha prodotto in tutto il mondo grandissima sensazione. La sua rigorosa valutazione del futuro che attende l'uomo per quanto attiene alle risorse, all'energia, alle fonti di sostentamento e alla crescita demografica ha costretto l'uomo in ogni parte del mondo a modificare il proprio atteggiamento nei riguardi dello sviluppo tecnico-scientifico e industriale. Non mancano tuttavia gli ottimisti tuttora disposti a credere che la scienza e la tecnologia saranno in grado di risolvere ogni problema. E' anzi lecito affermare, in proposito, come la maggioranza di quanti siano direttamente coinvolti nella politica, nell'economia, nella tecnologia contemporanee siano convinti assertori di questo punto di vista. Mentre lottano per ridurre l'incidenza numerica dei disoccupati, per rimpinguare gli arsenali, per promuovere gli investimenti industriali nei loro rispettivi paesi, gli uomini politici continuano a fare balenare al popolo l'allettante miraggio di una società più florida e danarosa. Gli economisti non desistono dal tentativo di incrementare la crescita economica, con ogni probabilità in quanto sussiste un legame tra la promozione e lo sviluppo degli affari e l'appoggio delle loro collocazioni sociali. Per parte loro i tecnocrati seguono una linea d'azione affatto simile. Diciamo le cose in chiari termini e senza peli sulla lingua: i signori appartenenti alle suddette tre categorie consumano e distruggono le risorse naturali, la bellezza dell'ambiente e le condizioni imprescindibili perchè l'intera comunità umana conduca un'esistenza piena e appagante - condizioni che dovrebbero rappresentare l'eredità da noi lasciata ai poteri - perchè tale condotta agevola la conservazione e il consolidamento delle loro posizioni. Chi rende omaggio al facile ottimismo ed esorta gli altri a fare altrettanto si rende colpevole nei confronti delle generazioni future e in questo senso appare imperdonabile. Quanti simpatizzano con la posizione dei politici, degli economisti, dei tecnocrati, respingono e condannano i dati indicativi dela crisi in atto e della sua gravità, sostenendo che gli stessi fiaccherebbero la volontà dei popoli di crescere e svilupparsi. In Giappone questo atteggiamento ha indotto il Ministero della Pubblica Istuzione a dissuadere gli editori scolastici dal pubblicare nei libri di testo per le scuole elementari e secondarie qualsiasi immagine raffigurante le vittime delle esplosioni atomiche, giudicata orribile e intollerabile, e a rettificare gli articoli che deninciavano l'inquinamento ambientale prodotto dalle industrie. L'errore in cui è incorso il Ministero in questione è stato quello di porre il carro davanti ai buoi. Al contrario, avrebbe dovuto insistere sulla necessità di prevenire la produzione e la scorta nucleare,nonchè il ricorso alle armi nucleari, responsabili degli errori di cui deplora l'esemlpificazione illustrata dei testi. Quanti assumono una linea ottimistica in rapporto alle strutture industriali inquinanti e al consumo sconsiderato delle risorse naturali della terra si rendono colpevoli di anloghe follie.