lunedì 9 luglio 2012

CARA EUROPA TI SCRIVO

Intorno al '78 io ero già europea, ma questa cosa era solo dentro di me.
Primo amore, la dolce Francia. I prati erano prati, le foreste erano foreste... un innato amore per la natura che nel mio "triangolo industriale" neppure avrei potuto immaginare.
Ricordo con autentico amore Cote d'Or, Franche Comte, Nievre, Morvan, Dijonnaise, Alsace, Cote d'Azur, Camargue... Aix en Provence, Paris...
La cura dell'ambiente e dei beni culturali di quella gente era incredibilmente superiore alle brutte cose che facevano i miei connazionali.
Poi un amore tedesco: il corso di tedesco al Goethe Institut dove mi sarei innamorata di quella lingua così simile al latino. Mi piacevano anche le loro lunghe parole fatte a convoglio... un vagone dopo l'altro e in ordine inverso!
Poi... un ragazzo tedesco bello e gentile col quale scivolavo sulle piste del Livrio. Bel ricordo cosmopolita.
Più tardi Spagna e Portogallo in un sol viaggio. Come erano agili le metropolitane.. credevo di avere le ali, oppure ero in stato di grazia.
Non posso dilungarmi ancora ma posso riassumere in una parola: Lisboa
Avrei ripercorso le sue "rua" al passo di Tabucchi, in Sostiene Pereira
Dopo questa feroce sintesi dei viaggi più belli della mia vita devo ammettere che quel senso di tradimento e di rivalsa che oggi ci piglia tutti si è impadronito di me, facendo a brandelli anche i miei ricordi.
Chi si è arrogato il diritto di aprire questa brutta fessura nella mia memoria, nei miei sogni di ragazza del nord d'Italia e... del sud Europa?
Da quella fessura si vede il lato oscuro del rancore e dell'invidia. Collettivi. E così si va alla guerra, lentamente... carri armati? fucili? non ce n'è bisogno.
Per fortuna questa guerra si esprime ad un altro livello, psicologico finanziario.
Degenerazione dell'aristocrazia politica mondiale. Distorsione a rotta di collo e di collisione del profitto versus peones..
chi sono i morti obietterà qualche ingenuo. Sono morti sociali, quelle di chi è rimasto indietro perchè debole, sensibile, sognatore... sentimentale! stupidamente sentimentale.
E poi coi numeri non si scherza, questa sfida bisogna vincerla. "Ma quanto ci mettono a cambiare mentalità questi cialtroni con la fissa del posto fisso?"
La fissa del posto fisso nasce da lontano, da quando trovare un lavoro (quasi come ora!) era un avvenimento epico e, 'sto lavoro, dovevi tenerlo stretto, non siamo mica l'america si diceva! Là ti licenzi e il giorno dopo già lavori. Si diceva...
Che voglia di sabotare la "Golf" (la desideravo da tempo), che voglia di sabotare la Bosh. Basta frighi e spirapuver stranieri E sono stanca di ragionare sulla logica perversa dei MERCATI. E' molto più seria la mia portinaia e spero non si offenda... si dice così per dire. Se davvero devi stare attento a come parli, se no i mercati si turbano, per me non vuol dire che c'è la censura... vuol dire che questi cazzo di mercati non sono una cosa seria. Ci faranno tornare al baratto.

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