sabato 30 agosto 2008

specificità

mi sono venute a noia peculiarità, differenze, ciò che separa, ciò che divide in maniera pretestuosa gli esseri umani, perfettamente uguali in ciò che davvero conta nell'esistenza, molto oltre la "tradizione" dunque.
Questo totem etnico degli usi e costumi e.. le danze, la sagra.. altro non sono che un accessorio volatile, elisir destinato a evaporare nel tempo ed essere dimenticato.
Così per il dialetto, dapprima ghigliottinato in nome della rivoluzione culturale ( i lunghissimi anni successivi all'unità d'Italia).
Una forzatura senza precedenti l'abolizione dei dialetti, operazione chirurgica inesorabile, quasi che dietro di essi si annidassero la scabbia, la rogna.. brutte abitudini anti igieniche.. deformità come il gozzo.. brutte cose come i cessi fuori in campagna o l'uso del vaso da notte.
I dialetti non c'entravano niente con la miseria, lo sporco e il degrado.
Però adesso, che torna di moda il dialetto (le radici !) ecco si sente la nota stonata:la sensazione che si voglia far resuscitare il morto.
Ma ciò che è stato ucciso dal "moderno" torna, se torna, come artifizio, noia, esca per gli inermi fruitori di infiniti prodotti.

SEGUE...


(stanco ma felice)


("finire" Olga e suo marito)


(la triste fine di Ausonia, moglie-madre perfetta e regina elisabetta)


(prove generali di scrittura dopo Marina Punturieri & le altre)

(isola dei famosi sarai nominata)

(libro del simpatico papà della mia amica d'infanzia)

1 commento:

Serenella ha detto...

Cmilla uno sguardo veloce di corsa come al solito.
Ma devo dire che prima di tutto do qualche notizia a te.
Non ho letto passo passo i post del new entry Gavriel, ma mi sono stupita assai di come è già in sintonia con Adele, non dico gli altri (Daniele ha avuto la mia stessa reazione) ma per adele devo rileggere appena posso i posts, in quanto mi sembra molto indaffarata con Segre. Forse saranno sfuggite anche a lei le frasi della settimana scorsa.
Mi sa che se non si parla di lega o berlusconi nel blog non si scandalizza nessuno. Questo denota un po' il limite delle persone.
a dopo lella