oltre l'omega
Così l'Essere, che dalla perennità immobile dell'eternità, in cui si dava in sé senza saper di se stesso e che, nel distanziarsi da sé, aveva impresso a se stesso il movimento perenne della tensione conoscitiva puramente entropica, ma che, proprio nell'atto del suo conoscersi, aveva dovuto nel contempo frenare tale movimento nella dimensione temporale, spaziale e materiale, opponendosi nega- entropicamente alla velocitazione della stessa tensione conoscitiva, entra infine nell'infinito, recuperando il suo perenne movimento, fuori dal tempo, dallo spazio e dalla materia.
Infatti il tempo, lo spazio e la materia hanno la loro simultanea epifania con l'epifania dell'universo, essendo l'universo stesso tempo, spazio, materia.
Cos'è il tempo?
il secondo stato dell'esserci è quello della conoscenza di sè
Il tempo è inerente alla trasformazione dell'Essere quale passaggio da uno stato del suo esserci ad un altro stato del suo esserci, fermo restando un terzo stato in cui l'Essere stesso resta presente alla sua trasformazione, memorizzando la conoscenza dei due stati precedenti in successione.
Il primo stato dell'esserci è quello della non conoscenza di sé dell'Essere che si da in se stesso quale potenziale oggetto conoscente che non sa di sè perchè non si vede;
il secondo stato dell'esserci è quello della conoscenza di sè dell'Essere nel conosciuto di se stesso, con il quale esso si confonde non avendo ancora un punto di vista dal quale vedere e memorizzare quello precedente; il terzo stato dell'esserci è quello dell'autocoscienza dell'Essere quale soggetto conoscente che sa di sè come tale, conservando memoria del suo stato precedente, quello del conosciuto.
E' qui che l'Essere, nel sapere di sè come soggetto conoscente e oggetto conosciuto, sa anche di se come passaggio tra i due stati del suo esserci, e quindi sa di se come tempo.
Cos'è lo spazio?
Anche lo spazio è inerente alla trasformazione dell'Essere in quanto la spazializzazione è necessariamente simultanea alla temporalizzazione.
Lo spazio infatti è la distanza, pur infinitesimale, che necessariamente si da tra i due stati di conoscenza dell'esserci dell'Essere: il soggetto conoscente e l'oggetto conosciuto;
stati che, essendo diversi quanto proprio alla loro essenza, l'una dinamica l'altra statica, non possono pù coincidere e devono pertanto restare separati, anche se contigui.
E' qui che l'Essere, nel sapere della separazione tra i due stati del suo esserci, sa di se come spazio.
Cos'è la materia?
Anche la materia è inerente alla trasformazione dell'Essere quale passaggio da uno stato all'altro del suo esserci.
Essa infatti è il conosciuto, in cui la stessa tensione conoscitiva viene fermata nella conoscenza di se stessa dalla memoria che il conoscente, fattosi autocosciente, conserva del suo stato precedente, quello appunto del conosciuto, posto però fuori dal sistema dinamico del pensare, che è quello del Soggetto Primo che continua a procedere nella conoscenza di se in se stesso, recuperando via via a se il suo conosciuto interiore di cui pertanto non conserva memoria.
Motivo questo per cui nella dinamica del Soggetto Primo, che è poi quello dell'ideare, non c'è storia, in quanto non c'è nè tempo ne spazio nè materia.
Perciò la prima materia del mondo, quale tensione conoscitiva fermata nella conoscenza di se stessa,che separa stabilmente in essa un conoscente da un conosciuto, non è il primo conosciuto di se del Soggetto Primo e che il soggetto stesso recupera a se nella conoscenza di se stesso, bensì l'oggettivazione di questa prima dinamica dell'unità riflessiva, quale primo singolo ciclo d'onda dell'onda continua del pensiero, partita dal primo conoscersi dell'Essere, il quale, dal suo passare dauno stato all'altro del suo esserci (il suo darsi nella non conoscenza di se, il suo distanziarsi da se per vedersi nel conosciuto di se stesso e il suo tornare a darsi nella conoscenza di se quale conoscente e conosciuto a un tempo), ha impresso a se stesso il movimento ondulatorio della dinamica riflessiva infinita.
Sicchè il primo ciclo d'onda della tensione conoscitiva che, riflettendo su di se, fa di se stessa la prima materia del mondo, porta già in se i primi tre stati dell'esserci dell'Essere, che l'Essere conteneva ancora in se prima di manifestarsi nel suo esserci fuori di sè; ovvero prima che questa sua prima unità riflessiva riflettesse di nuovo su di sè.
Ed è infatti nel momento in cui questa prima unità riflessiva riflette su di se, che essa emerge come primo quanto di energia: il fotone luminoso, da quel tempo fuori dal tempo della prima insondabile era del nostro universo.
E' qui che l'Essere che sa di sè come materia.
Quindi, essendo la prima materia: il fotone, l'oggettivazione della prima triade dialettica della dinamica della riflessione, in cui si da il conosciuto, il conoscente e l'autocoscienza, avviene che l'incontro-scontro dei fotoni a due a due, ovvero il loro reciproco riflettersi quale momenti della dinamica riflessiva, da nascita alle due prime particelle: materia e antimateria, tra loro speculari come lo sono un conosciuto e un conoscente, ognuna delle quali porta, se pur virtualmente, in se l'originaria triade dialettica. E queste particelle, quali oggettivazioni del singolo ciclo d'onda dell'onda riflessiva del pensiero, nel riflettere a loro volta su se stesse, separando così ciascuna in se un conoscente e un conosciuto, danno luogo ciascuna ad altre due particelle e le quattro particelle così risultanti, si stabilizzano, nell'ordine crescente della riflessione, nel conosciuto, nel conoscente, nell'autocoscienza (i quali oggettivandosi, insieme costituiscono i tre quark del tripletto del protone) e nella coscienza dell'autocoscienza (che oggettivandosi, costituisce l'elettrone), il primo soggetto riflessivo, il quale, proprio nel riflettere e nel memorizzare il movimento a tre della dinamica riflessiva del pensiero, ferma la dinamica conoscitiva stessa, già oggettivata nel protone, e da nascita così alla prima unità autoriflessiva: l'atomo, che è il mattone strutturante la forma di tutti i sistemi conoscitivi che strutturano a loro volta l'intero edificio dell'universo.
In questo edificio, a completare la sua strutturazione, l'uomo infine compare quale sistema conoscitivo al più alto livello di organizzazione, che, omologamente all'atomo, è il mattone che compone l'edificio del discorso umano.
E ciò perchè l'uomo, grazie al soggetto riflessivo individuale, omologo appunto al soggetto riflessivo elementare oggettivato nell'elettrone, riflette e memorizza la visione unitaria di tutto l'esserci dell'Essere, ugualmente, ferma la dinamica conoscitiva nei tanti conosciuti (tanti quanti sono i soggetti riflessi individuali), i quali hanno via via, di sistema in sistema, portato a termine l'edificio dell'universo del pensiero.
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S.Montefoschi, M. Marasco, oltre l'Omega, Ed. Zephyro, Milano 2006, pagg. 105 e succ.
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