martedì 29 luglio 2008

Philippe Daverio e poi.. la "forma"

Caro Philippe Daverio!

questa mia.. per dirti la gratitudine.
Ho scoperto quel tuo programma, Passepartout, su rai tre, nel travaglio di un post prandium in prossimità d' infarto.
Avevo mangiato tanto - sai le domeniche invernali? - finito il torneo gastronomico, tripudio di carboidrati, proteine, grassi.. eccetera, credevo di soccombere.

Con occhio vitreo vedevo qualcosa di strano, un vistoso papillon, attaccato al quale c'era un uomo.
Il signore ( eri tu) parlava in maniera stentorea, sillabando le parole, proprio.. al caso mio.
Riuscivo a capire lo strano linguaggio che non era mirato a diversamente abili, ma pareva piuttosto studiato per la fascia non protetta degli ubriachi.

Parole ben separate fra loro affinchè l'ubriaco potesse, almeno leggendo il labiale, comprendere di cosa tu stessi parlando!

Io che non ero ubriaca, ma solo prona come una porchetta, capivo benissimo e trovai originale la formula "comunicativa".
Da allora non perdo una puntata di Passepartout, che come tutte le cose belle dovrebbe passare in primissima serata quando Tutti possono goderne.
Oddio, tutti no.

al liceo mi era capitato di studiare storia dell'arte e in confronto è come paragonare la cucina di Fratta a Chez maxim.

Come ti dicevo dopo quella storica sbronza di cibo ho preso l'abitudine di vedere Passepartout.

Io ho l'impressione, come direbbe il geniale Paolo villaggio, che tu abbia una cultura mostruosa!
oppure sono io un po' ignorante... incantata dalla conoscenza di ogni particolare che tu vivisezioni da tutte le posizioni.. in una specie di kamasutra della conoscenza.
La tecnica, il periodo storico, la biografia, il gossip d'epoca.. e mille particolari che presuppongono uno studio matto e disperatissimo o uno staff di ricercatori formidabile..
Ma ben venga anche lo staff. Gli si faccia un monumento!
Viva la storia dell'arte, caro Philippe.. (Filippe?)
che traduci da tutte le lingue, cazzo.

a presto Filippe, mi sono persa l'arte giapponese, che fai?
una replica, no?..
ciao!

6 commenti:

Daniele ha detto...

Condivido, quando si ascolta Daverio ci si domanda: ma di quante ore è fatta una sua giornata, se riesce a leggersi tutti 'sti libri... Peccato per quella sua macchia nel curriculum (l'essere stato assessore di Milano in quota Lega Nord.........)

Roberto Celani ha detto...

Apprezzo anch'io la sua cultura artistica unita a una rara capacità divulgativa.
Meriterebbe davvero una migliore collocazione, che non faticherebbe a ottenere in una tv non italiana.

Ho seguito qualche mese fa una sua intervista che spiega sostanzialmente la sua formazione.
Non ha mai dovuto lavorare e da persona intelligente ha messo a frutto questa condizione di privilegiato.
L'assessorato nella giunta Formentini sembra proprio essere stato un episodio.
Che differenza dal neo ministro Bondi eh?

Serenella ha detto...

Roberto dà sempre la spiegazione giusta al momento giusto "non ha mai dovuto lavorare e a messo a frutto..."
Molte volte succede infatti di porsi la domanda fatta da Daniele.
Direi che ultimamente Roberto ed Erasmus mi hanno fatto scuola... meglio tardi che mai.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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