domenica 20 luglio 2008

in che mondo viviamo ?

oltre questa veranda pseudo-tropicale c'è nebbia e una brezza presuntuosa smuove l'aria solo di tanto in tanto.
In fondo qui si sta bene.
Le canne di bambù oscillano appena, la drosera che abbiamo in affido sta bene e possiamo verificare che, pur così piccola, è davvero capace di "mangiare" i moscerini che la penetrano.
La drosera ce l'ha affidata un giovane amico che è in barca a vela, dunque la piantina carnivora è nostra ospite.
Mi viene in mente l'abusata frase:

in che mondo viviamo?
dove eravamo mentre il corso delle cose prendeva questa piega?

Io lo ricordo bene: tutti dediti al conseguimento dell' immediato benessere.
Napoli non è che l'illustre avanguardia della "modernità" del pianeta.
Siamo tutti coinvolti.
Questo modo di vivere è praticamente finalizzato alla spazzatura, essendo stato abolito, sbeffeggiato in ogni modo il pensiero sano:
prendere solo ciò che occorre, avere cura delle cose, aggiustare ciò che si rompe e ricordare che siamo ospiti della terra, non il contrario.

Tutte cose risapute.. mai digerite a quanto pare. C'è chi sbuffa annoiato, ma questo è solo il segno della sua stupidità. Intendo la "stupidità" nel senso di ciò che ho detto in precedenza alla pagina dei "cavalieri neri".

Fra l'altro gli animali - avidi e appunto.. animaleschi - sono molto più accorti di noi
(noi aspiranti all'onnipotenza e un po' cretini) perché hanno saputo amministrare la Terra alla perfezione, in armonia coi ritmi naturali e le leggi universali della fisica.
Quello che è dotato di ali vola, quello dotato di branchie nuota, gli altri "camminano".

Posso anche capire il desiderio umano di andare oltre ma pare esserci un limite al conseguimento della "divinità".
Potremmo accontentarci ( si fa per dire) di condizioni spiritualmente più elevate invece di buttarci come stupide fionde giù da un ponte o volare sul mare agganciati a un motoscafo.
Le emozioni a pagamento non costano nulla in confronto agli sforzi della mente o se preferite.. dell'anima.
Non deve essere etichettata, questa riflessione, come ritorno al passato.
Mi verrebbe da dire (se non fosse il titolo di un film) ritorno al futuro, ossimoro molto divertente.
Per tornare al futuro bisogna avere un tema, una traccia. E questa dovrebbe essere indicata da qualche forma di spiritualità o semplicemente di buon senso, non dal profitto.







8 commenti:

Serenella ha detto...

Io oggi sono a casa Camilla, il mare l'ho visitato ieri, come sempre bellissimo anche se inquinato, è il mare che bagna Venice immagina un po' tu. Era anche ricco di pesci e molluschi, incredibile, le piogge degli ultimi giorni hanno arricchito le dune di piante profumate come la liquirizia e fiori altrettanto profumati. Manca però da tanti anni il giglio del mediterraneo che ho trovato solo in toscana sulle spiagge del parco dell'uccellina ,come posto + vicino, più sud penso resista ancora meglio.
Dunque mi sono adeguata al tuo argomento difesa pianeta dai barbari che crescono im maniera esponenziale.
Io sono sicuramente per il rispetto della vita e della salute,
per l'allungamento della vita umana (altrimenti la pensione non la vedremo mai,lasciando tutti i danè all'inps), ma mi chiedo quanto manca all'esplosione demografica.
E' un concetto che non entra in testa a nessuno:politici,chiese,media ecc.
Questi a momenti alterni ci vorebbero ridurre a suon di bombe guerre civili e incivili, attentati , suicidi/omicidi kamikaze ecc.
Dobbiamo iniziare a parlare anche di problemi privi di retroscena politici e scavalcare le diversità ideologiche per il bene del pianeta e dei suoi abitanti.

camilla ha detto...

grazie Serenella,
sei sempre molto "morbida" e quindi intelligente. Il discorso demografico l'ho scordato!
grazie di averlo rammentato e sono ancor più contenta che ogni tanto vieni a trovarmi.
Come Daniele che nella sua lingua astrusa (l'informatico) tenta di spiegarmi delle cose terribili...
:-)

Serenella ha detto...

Camilla tempo fa leggendo i post ho saputo che Daniele cercava lavoro o simile. Non mi sono intromessa è tipico dei veneti, non era affar mio.
Però ho ricordato un'azienda informatica del biellese di cui conosco il titolare e non so se Daniele sia lontano da Biella, potrebbe mandare il c.v.
Quando si parla di posti di lavoro ho le antenne alzate per abitudine e faccio tutti collegamenti possibili. Per niente in 35 anni ho cambiato 7 posti di lavoro, sempre e solo inviando c.v. a sconosciuti.
A proposito di figli tu ne hai due se non sbaglio?

camilla ha detto...

cara Serenella, per queste notizie private mandami il tuo ind e-mail se ti va.. qui sul blog non posso. Ho già avuto centinaia di clic e non so chi sono.. perciò ti parlerò volentieri di me in privato!
un abbraccio!!!

Daniele ha detto...

Serenella ti ringrazio, ma io non sono un esperto informatico, anzi non sono proprio un informatico. Mastico qualcosa di informatica, roba da sembrare, me ne rendo conto, un "mostro" agli occhi di Camilla, ma pure un inetto principiante a quelli di un qualsiasi ragazzino di oggi che impara a dire Windows prima di dire Mamma...

Serenella ha detto...

Beh che vi dico a quest'ora ragazzi, ehh, ragazzi voi io di sicuro non più.
Il blog di Gad è molto impegnato e molto soft, per questo mi piace.
Anche la figura di Giulio Cesare sembra messa la apposta per far sorridere con un po' di tristezza e di ironia.
la mia mail come già scrissi ad ada o edy, non ricordo e soprattutto non la sento più e
serenella.sortino@gmail.com
Come vedi Camilla sono una vera serenella sicula a metà , lontanissima parente della iena Alessandro che è rosso come mio padre e pestifero come me.

roberto celani ha detto...

Forse ci aiuterà la recessione alle porte.
Costretti dalla indisponibilità economica cercheremo alternative e le troveremo nella saggezza dei nonni e nella parsimonia dei padri.
E le troveremo, magari con un po' di nostalgia per un mondo che ci ha visti bambini.
La prova più ardua sarà quella dei genitori. Dovranno reintrodurre nel proprio vocabolario una bagica parolina troppe volte colpevolmente dimenticata.
Un piccolo no.

Serenella ha detto...

Esatto Roberto No è la parola poco usata oggi dai genitori, anche accompagnata da spiegazioni appropriate fa bene, se no senza spiegazioni, come ai nostri tempi, non fa male lo stesso fa sempre bene.